Brace sotto la cenere (1928-1944)

_MG_0955

Difficilmente, nel mondo scout cattolico italiano (AGESCI o FSE che sia) non abbiamo sentito parlare delle Aquile Randagie. Li raccontiamo – anche giustamente – ai fuochi di bivacco e durante le veglie con i ragazzi più grandi in reparto o in clan, nei campi formazione per capi. Racconti di uno scoutismo che resiste in clandestinità durante l’epoca fascista, a volte in modo molto eroico … basti pensare all’OSCAR. Storie fondanti per l’identità dello scoutismo italiano.

Perché lo scoutismo nasce e vive libero, non può essere altro che un’educazione alla libertà vera. Libertà e regimi totalitari non vanno di mano in mano. L’ASCI fu sciolta nel 1928, per volere del Papa Pio XI, a conseguenza delle leggi fascistissime, che volevano assorbire lo scoutismo nell’opera nazionale Balilla. Ma se il fuoco appare spento, e si vede solo la cenere, basta guardare un po’ più in profondità, per scoprire la brace che arde ancora.

Le Aquile Randagie offrono un bel esempio di questa resistenza, della volontà di vivere “un giorno più del fascismo”. Ma rischiamo un’amnesia storica della quotidiana resistenza di uno scoutismo più geograficamente vicino a noi – parlando per chi come me, vive lo scoutismo a Roma e nel Lazio.

Questo progetto di ricerca, e spero con il tempo che passa, questi racconti, questi chicchi di storia locale, vogliono aiutare a dare un sapore locale, e far rivivere la memoria locale di uno scoutismo clandestino, della brace sotto la cenere (come intendo chiamare questo progetto) durante gli anni 1928-1944.

Nota finale. Se nasce un po’ come iniziativa personale, non reclamo alcun monopolio. Chi avesse delle informazione, delle piste, delle foto, delle interviste con protagonisti … sarei ben contento di sentire da voi. Forse il vostro clan vuole esplorare la storia dello scoutismo nella vostra zona, nella vostra parrocchia. Sarei ben contento di sentire da voi.

4 comments

Leave a comment