IDAHOBIT 2026 e veglie di preghiera

Domenica prossima, 17 maggio, è IDAHOBIT [1]. A Roma, come in altre parti di Italia e del mondo, questo giorno è segnato da veglie di preghiera per il superamento della omotransbifobia [2]. Io intendo proprio andarci, e di andarci in colletto, per ricordare che anche noi preti siamo lì, in mezzo alla comunità LGBTQ+, tra amici ed “alleati”.

Forse ci state pensando, forse non siete sicuri. Intanto vi racconto perché voglio andare. Vi voglio raccontare perché potrebbe fare bene anche a voi.

  • Vado per chi fatica ancora a riconoscersi, a dare un nome a quello che sente dentro.
  • Vado per chi fatica ancora a fare coming out, a trovare spazi di accoglienze, anche tra i suoi familiari ed amici.
  • Vado per chi fatica ancora a sentirsi “chiamato per nome,” (Isaia 43,1) a capire che è “prezioso agli occhi di Dio” (Isaia 43,4).
  • Vado per chi, anche anni dopo il suo coming out si trova ancora a confrontare le omofobie interiorizzate.
  • Vado per chi ha vissuto e vive la Chiesa, la mia Chiesa, come uno spazio che lo rifiuta, che lo rigetta.
  • Vado per chi è stato ferito dalla Chiesa. Alcune storie le conosco per nome …
  • Vado per chi ha subito la violenza delle cosiddette terapie riparative, e di pseudo-rituali che sono forme di abuso.
  • Vado per chi ha trovato porte chiuse, trovando superiori di seminari e vita religiosa incapaci di cogliere il dono della persona, il dono della vocazione di Dio. (E così rendendo la Chiesa più povera).
  • Vado perché sogno una Chiesa capace di celebrare, non solo di accettare.
  • Vado per chi non riesce ancora a capire i suoi figli quando fanno coming out. Per genitori che faticano.
  • Vado per gli amici che pure loro cammino, che cercano di capire, e vogliono fare qualcosa di concreto per dimostrarlo.
  • Vado per chi non si sente al sicuro di dimostrare il suo affetto in pubblico.
  • Vado per chi ha subito violenza perché è LGBTQ+.
  • Vado per chi si è fatto violenza perché non riesce ad accettarsi, ad accettare il dono che è.
  • Vado per chi si è tolto la vita, perché non ce la faceva più.
  • Vado perché bisogna dire no alla violenza (in tutte le sue forme) contro persone LGBTQ+

Vado perché è un modo concreto di creare spazio di accoglienza, di essere parte di questo spazi di accoglienza. Sono veglie che portano insieme persone e comunità LGBTQ+, famigliari, amici, ed “alleati”. Sono luoghi e spazi di accoglienza.

Forse stai ancora cercando il tuo spazi. Forse stai ancora nella fase dove non hai fatto coming out quasi con nessuno. O forse ti ritrovi tra i famigliari, gli amici, ed “alleati”: è un modo per esprime insieme solidarietà. Tutti sono accolti. (E nessuno ti farà l’interrogatorio!)

Forse vuoi venire, ma in qualche modo di senti strano andarci. Mandami un messaggio privato. Andiamo insieme.


Qualche nota in più:

Questa veglia a Roma è solo una di tante, in Italia ed oltre. Una lista in aggiornamento continuo la trovate qui: https://www.gionata.org/veglieomotransbifobia2026/

[1] Cos’è IDAHOBIT, e perché è il 17 maggio?

IDAHOBIT — International Day Against Homophobia, Biphobia & Transphobia o, in italiano, La Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia, la transfobia è segnato il 17 maggio, in anniversario del giorno in cui, nel 1990 la OMS rimosse l’omosessualità dalla liste delle malattie mentali (L’omosessualità era stata rimossa del DSM come “deviazione sessuale” nel 1973). A me pare strano pensare che avevo già 11 anni quando l’OMS rimosse l’omosessualità dalla liste delle malattie mentali.

[2] Veglie di preghiera

In Italia, dal 2007, piano piano (e molto di più negli ultimi anni), si diffusero anche veglie di preghiera, all’interno delle Chiesa, proprio per ricordare il bisogno ancora urgenti di rimboccarci le maniche e lavorare, anche nelle nostre Chiese, per superare l’omotransfobia. Negli ultimi anni questo è stato abbracciato anche in modo ufficiale dalla Chiesa italiana:

Pertanto, l’Assemblea sinodale avanza le seguenti proposte: […]

d. che la CEI sostenga con la preghiera e la riflessione le “giornate” promosse dalla società civile per contrastare ogni forma di violenza e manifestare prossimità verso chi è ferito e discriminato (Giornate contro la violenza e discriminazione di genere, la pedofilia, il bullismo, il femminicidio, l’omofobia e transfobia, etc.);

CEI, Lievito di pace e di speranza, (Roma 2025), no. 30d.

Leave a comment